Piscine pubbliche: skimmer o sfioro?

Costruire una piscina spesso implica il rispetto di normative che ne regolamentano la realizzazione, soprattutto se si parla di piscine pubbliche.
La norma UNI 10637, con le successive revisioni ed integrazioni, traccia le linee guida per la progettazione dell’impianto di filtrazione, circolazione e ricircolo dell’acqua nelle piscine dividendo in categorie le medesime.
1) PISCINE A SFIORO: l’acqua tracima a livello del piano di calpestio in una canaletta.
2) PISCINE A SKIMMER: l’acqua rimane sotto il livello del piano di calpestio.
Si possono quindi realizzare piscine con ricircolo a sfioro o a skimmer, seguendo i seguenti criteri:
piscina-sfiorole piscine bordo sfioratore: il bordo sfioratore deve estendersi per le vasche rettangolari almeno sui lati lunghi e per le forme libere almeno per il 60% del perimetro esterno della vasca. In modo che l’acqua sfiori contemporaneamente ed equamente. Lo sviluppo del bordo sfioratore deve presentare differenze di livello al massimo di 2 mm. Il bordo sfioratore e le tubazioni dedicate devono smaltire nell’unità di tempo senza traboccare l’acqua di immissione, il volume massimo spostato dai bagnanti in vasca nonchè il volume dell’onda generata dai bagnanti stessi. L’acqua che tracima viene raccolta in una vasca, prelevata dalla/e pompa/e, filtrata e reimmessa in piscina.

le piscine a skimmer: l’impiego degli skimmers è consentito solamente nelle piscine di tipo A2 (piscine ad uso collettivo, inserite in strutture adibite principalmente ad altre attivitàSkimmer ricettive o al servizio della collettività: alberghi, agriturismi, campeggi, palestre, scuole, caserme, etc.) aventi una superficie ≤ 100 m², in numero almeno di 1 skimmer ogni 20 m². Nelle piscine di tipo B (piscine condominiali, destinate all’uso esclusivo degli abitanti del condominio e dei loro ospiti, esclusi i condomini fino a 4 unità abitative) con una superficie ≤ 150 m², in numero di almeno 1 skimmer ogni 35 m² e in tutte le piscine di tipo D (piscine al servizio di unità abitative monofamiliare, bifamiliari, trifamiliari e quadrifamiliari), si raccomanda almeno 1 skimmer ogni 35 m². Gli skimmer devono essere posizionati con una differenza di livello massima reciproca di +/- 1,5 mm. Il livello dell’acqua in piscina cambia in funzione della presenza dei bagnanti

Di seguito elenchiamo le varie tipologie di piscine in funzione del loro utilizzo:
Tipo A: piscine aperte al pubblico o ad un’utenza con o senza il pagamento del biglietto di ingresso.
Categoria A1: piscine pubbliche, come quelle comunali.
Categoria A2: piscine ad uso collettivo, inserite in strutture adibite principalmente ad altre attività ricettive o al servizio della collettività (alberghi, agriturismi, campeggi, palestre, scuole, etc.).
Categoria A3: piscine per il gioco acquatico.
Tipo B: piscine condominiali, destinate all’uso esclusivo degli abitanti del condominio e dei loro ospiti, esclusi i condomini fino a 4 unità abitative.
Tipo C: piscine ad uso riabilitative e curativo, collocate all’interno di strutture propedeutiche.
Tipo D: Piscine al servizio di unità abitative monofamiliare, bifamiliari, trifamiliari e quadrifamiliari.

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